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| Aerogolfer
- 05-01-2006 17:52 (Web-Link/Sitoaperto) |
| Una
signora chiamata Befana
"Nella
notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini.
Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.
La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate." (www.la-befana.it)
Nel mondo americano questo personaggio (a quanto mi hanno detto) è sconosciuto. Quando ho chiesto a Ron Leishman (autore dei cartoons di Toon-a-fay) se pensava di poter fare un cartoon sulla Befana, lui mi ha risposto che si sarebbe documentato e che ci avrebbe provato.
Il risultato è quello che vedete senza il testo, ovviamente aggiunto da me. La frase che ha introdotto questo cartoon è stata la seguente: "Befana. I'd never heard of this colorful character before... Thanks to Toni in Italy for the
request." (Befana. Non avevo mai sentito parlare di questo pittoresco personaggio prima d'ora. Grazie a Toni, dall'Italia, per questa richiesta)


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| Fadamia
- 05-01-2006 21:40 (Sitoaperto) |
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Era
l’anno 1946 – 1947 o forse il 1945, questo
proprio non lo ricordo, non posso ricordarlo con
precisione.
Nel
periodo della guerra, papà era militare, con
mia madre si viveva in casa dei nonni a
trastevere.
Il
palazzo venne bombardato e tutti finimmo un
po’ qua un po’ là.
La
guerra ebbe termine, mio padre tornò a casa,
non so come e perché ma fummo sfollati a
palazzo Braschi, dove tra gli altri vi erano
molti profughi della Venezia Giulia, questo mi
raccontarono.
Per
non farla lunga, tra una licenza ed un’altra
di mio padre nacque un fratello ed a proposito
di questo ricordo un episodio, per me indelebile
di una ricorrenza della Befana.
Io
avrò avuto tre o quattro anni, lui uno o due;
tra gli sfollati vi era anche un mio zio,
marito di una sorella di mamma, persona che
particolarissima e che è stato un punto di
riferimento nella vita – ma questa è altra
cosa.
Al
mio fratellino avevano regalato, appunto per
la Befana
, un cavallo a dondolo, uno di quei bei cavalli
a dondolo di una volta, come farglielo avere?
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Questo
mio zio si inventò un arrivo dall’alto, una
delle stanze in cui si viveva da sfollati aveva
una finestra che dava verso il cortile e sopra
vi era una terrazza o qualcosa di simile,
presero il cavallo a dondolo, lo legarono, lo
fecero scendere sin davanti alla finestra dove
avevano sistemato il fratellino che impazzì nel
veder scendere questa cosa.
Sono
fotogrammi di un film, che seppur offuscati,
sono indelebili nella mia memoria e fa parte di
quei fotogrammi del film della vita che non si
autodistruggono.
Questo
è uno dei miei ricordi della Befana, ma altri
ve ne sono ma il blog ppoi sarebbe
interminabile, questo ho voluto raccontarlo.
Buona
Befana a tutti. Fadamia
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| Kara
- 05-01-2005 22:04 (Sitoaperto) |
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Al
cattivo un carboncino |
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Quando è l'ora, la Befana
alla scopa salta in groppa.
D'impazienza già trabocca:
l'alza su la tramontana,
fra le nuvole galoppa.
Ogni bimbo nel suo letto
fa l' esame di coscienza:
maledice il capriccetto,
benedice l' ubbidienza:
La mattina al primo raggio
si precipita al camino.
Un bel dono al bimbo saggio,
al cattivo un carboncino! |
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| Coleporter
- 05-01-2006 23:44 (Sitoaperto) |
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Sapete
quei flash che più che un ricordo sono uno
stato d'animo di quando eri bambino? Ecco, sono
dei flash che di tanto in tanto si manifestano
riportandoti in momenti, in situazioni vissute,
sentite.
Tra questi c'è anche quello della Befana; allo
stato d'animo che è un insieme di trepida
aspettativa, di mistero intriso di tenerezza per
questa nonna che sta tra il sovrumano e l'umano,
questa vecchina buona che ama tanto i bambini di
tutto il mondo e che porta, anche se è vecchia
e stanca, un dono, sia pure un piccolo dono, a
tutti i bambini buoni. Ma i bambini sono tutti
buoni e quel mucchietto famoso di cenere e
carbone non lo ricevono mai, anche perchè la
cara nonnina perdona, sorridendo di cuore, le
marachelle di un bimbo.
A questo stato d'animo dolce, vago e quasi
onirico si unisce per me il ricordo di vere e
proprie immagini di quei tempi.
Ricordo i momenti di insonnia per l'ansia
dell'arrivo della cara Befana e magari qualche
colpetto o leggero movimento che si sentiva
nella stanza da pranzo, dove avevamo lasciato
qualcosa da mangiare all'amata vecchina, che
doveva fare svelta a depositare i doni perchè i
bambini sono tanti. "Dormite, dormite,
bambini" ricordo "sentite?
Penso che sia proprio lei e, quando arriva, i
bambini devono dormire" ci diceva la
mamma. |
E
noi ci affrettavamo a chiudere gli occhi anche
se non riuscivamo a dormire.
Era tempo di guerra travagliato e cruento i cui
aspetti tremendi, anche se si doveva spesso
andare al "rifugio" per l'imminente bombardamento
mentre l'allarme suonava, per noi bambini non
destavano quella paura e terrore che, invece,
avranno provato i nostri genitori non per se
stessi ma per i propri figli.
Allora non esistevano giocattoli sofisticati ma,
addirittura, era difficile reperire anche quelli
semplicissimi. Mi ricordo che la prima palla di
gomma l'avrò posseduta non prima dei nove dieci
anni.
Ricevere una trottola, un cerchio col bastone,
il caleidoscopio e, una volta, persino il
meccano erano cose che strabiliavano e
riempivano il nostro piccolo cuore di fellicità.
Ricorderò sempre lo stupore, la sensazione
indicibile di possedere qualcosa di miracoloso
il giorno in cui la Befana mi portò un piccolo
carro armato di latta a carica che, procedendo,
produceva delle scintille (una ruotina
soffregava su di una piccola pietra focaia): un
vero miracolo.
E ricordo anche il giorno in cui il mio
amichetto di classe, mentre giocavamo in casa
mia, mi disse, con aria che mi parve
"cattiva": "Lo sai che la Befana
sono mamma e babbo?" ed io a rimproverarlo
dicendogli che, se non credeva alla Befana, era
come se non credesse in Gesù. Poi lo andai a
riferire a mamma molto dispiaciuto.
Vivevamo in una famiglia dove, anche se non
c'erano agi, l'amore tra noi numerosi figli e
tra noi figli e genitori era immenso e tale da
far sembrare bello tutto quanto ci circondava,
anche in momenti molto tristi. Il più bel
periodo della mia vita.
Il tempo passa, arrivano altri fratellini mentre
noi diveniamo ragazzi e poi giovanottelli.
Ed ecco uno degli ultimi ricordi, dei tempi
antichi, della Befana. Doveva essere una anno
intorno al 1954/55.
Io, invitato la sera del 5 gennaio in casa di
amici, tra un ballo e l'altro, tornai in casa
piuttosto tardino: forse l'una. E trovai la
tavola con i doni per il fratellino ultimogenito
e la casa silente perchè tutti dormivano.
Probabilmente Ughetto si sarà addormentato per
ultimo in attesa della vecchina. Non riuscii a
frenare una lacrima.
Quando si è giovani 12 anni di differenza
sembrano un'eternità. Mi sentii come vecchio e
colpevole di non aver partecipato alla gioia
tenera e pura del fratellino più piccolo, mi
sentii anche come un anziano ormai, ahimè,
incapace di godere di quei meravigliosi momenti
di trepida attesa. Già allora ero un
nostalgico.
E sì, cara Befana, quanto mi mancavi e quanto
mi manchi anche adesso, pure se ti ricordo con
amore mentre sto lasciando sul letto di mio
figlio ormai adulto un piccolo dono che possa
ricordare te, dolce, amata vecchina. |
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| Mar
- 06-01-2006 23:01 (Sitoaperto) |
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Me
dovete di' na cosa: ma chi vel'ha ddetto che la
Befana è na befana? Ogni vorta che se vede na
racchia, subito alè: "Aoh befana!" Ma
'ndo' sta 'a prova ch'a Befana è brutta? Ma chi
l'ha detto che porto er grembiule, er fazzoletto
de mi nonna 'n testa e puro
'e scarpe scarcagnate? Quarcuno m'ha vvista pe'
ccaso?
E poi, scusate, ma quanto siete 'ngrati: me dite
che so' brutta pero' ve piace riceve li regali
eh? Ma come? Tutto l'anno me dici che so 'na
scorfana e stanotte fai lo gnorri e me dichi:"Oohh
benvenuta cara Befana"
Se so' benvenuta perche' nun m'inviti a cena
quarche vvorta invece de racconta' storie a li
figli tua che manco ce credeno piu'!
Si so' 'a bbenvenuta perche' nun t'arampichi su
pe' er camino 'na bona vorta e pij 'ste pezze
calle de giocattoli ar volo invece da famme fa'
l'acrobbazzie? Mica so 'n pilota de' 'e frecce
tricolori! Aoh, 'e scope se sa' nun so' piu'
quelle de 'na vorta, adesso so' elettriche pero'
nun cianno 'na grande tenuta de strada, anzi,
so' piuttosto pericolose, specie per ffa' 'o
slalom tra i camini!
Stamme n' po' a ssenti': tu te ne stai 'n casa
ar carduccio co' la carzetta de tu' nonno appesa
e io devo pure fa' er corso de tirassegno pe'
ccentra', ortre che er camino, pure 'a carzetta!
A coccobbello, da stasera se cambia!
Si vvoi li giocattoli pe' tu fjio vatteli a
compra', 'a scopa t'a lascio che ce ripassi er
pavimento, er fazzoletto 'n testa mettilo a tu
moje, le pantofole scarcagnate so' ppe' tte e
puro pe' ttu nonno!
E datte na' mossa che mezzanotte sta pe' ariva'!
x
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