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Tema
: Il Cane |
| Diska |
Kibra |
Arrivan
le vacanze e si fa festa.
Di solito è così. Salto in vettura.
Quante valigie, è caricata a dismisura!
Oggi però l'aria pare un po' mesta.
Ecco si parte. Accanto al finestrino
guardo gli alberi scappare via, lontano.
Un'insolita carezza, con la mano;
che bella l'aria fresca del mattino.
La vettura si arresta presso un ponte.
Si scende, si risale; strano gioco.
Rimango li perplesso ancora un poco,
intanto l'auto scompare all'orizzonte. |
Povero cane solo e abbandonato
che vaghi per le strade col cuore sconsolato.
Tu non pensavi certo di esser barattato
con 20 giorni al mare da chi hai tanto amato.
Ma l' uomo spesso prende
senza in cambio dare
nemmeno se la richiesta
è solo poter amare.
Questo è il cane,
sa dare senza avere
vuol solo poter amare
e sempre sa perdonare. |
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| Krilù |
Ascanio |
Leo, si chiamava il cane di Zio Ciccio
e aveva pelo bianco a chiazze nere;
non so s'era di razza oppur meticcio
ma a caccia sempre empiva il suo carniere.
Lo ricordo già vecchio e malandato
tutto il giorno a poltrire sotto il pero
e se talvolta in sonno era agitato
certo sognava una traccia sul sentiero.
Un giorno che turbai il suo riposo
per un dolcetto da fargli assaggiare
levò annoiato il muso suo bavoso
mi morse un piede e riprese a sognare. |
Abbaia
correndo dietro al postino,
lettere e giornali in mille frammenti
con sguardo beffardo divincola il codino,
sbarazzino le notizie ti porta tra i denti.
Or tira il cordino e salta rapito,
giunta è l’ora del passeggio col bipede amico,
tra alberi e ruote compie il solito rito,
vola dietro al bastone sognando il carniere antico.
A zonzo per la strada trotterella
l’occhio lungo e svelto il passo
a volte par gli manchi una rotella
e allor per tutti è uno spasso! |
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| Margherita |
La
dilettante |
Bruni “occhidolci” così intelligenti,
sottili zampe in realtà assai potenti.
Dopo il bagno una nuvola volante
si asciugava correndo distante.
Un grande cane Irina, anzi di più
un lungo muso col naso all’ingiù
riccioli bianchi e color biscotto
agilissima a giocare in salotto.
Molto amata da tutti quanti
Ricambiava con sorrisi inquietanti
Allegra sensibile e dispettosa
Questa era la mia amica amorosa. |
Durante il lungo giorno
attendo il suo ritorno
con quella fedeltà
che solo un cane ha.
Dormire? No, sonnecchio,
e intanto tendo orecchio
fino a che il suo passo
non sento giù da basso.
Il cuore salta in gola:
non posso dir parola,
ma gioia dimostrare
col mio scodinzolare. |
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| Coleporter |
Aerogolfer |
Non sono un setter, molosso oppure alano
non pedigree nè campionati ho in mano
qualcuno anzi m'ha detto che son racchio
e, a dir la verità, non mi ci incacchio.
Sull'autostrada, lì m'hanno trovato,
un 'gentiluomo' mi ci avea lasciato.
Ma per fortuna ancor qualcuno c'è
che dar calor e affetto sa cos'è.
Sono un bastardo, è vero e son contento
forse un po' spellacchiato e m'accontento.
Ma su due cose non si fa questione
sul grande cuore mio e del mio padrone. |
Ho
rabbia dentro me, sgomento nella mente,
sentendo alla tivvù che esiste ancora gente
che andando contro legge e in barba ai sentimenti
abbandona il suo cane in balia degli elementi.
Non
capisco davvero come si possa fare
a commettere un gesto così "fallimentare";
sarebbe come se, lo penso e qui lo dico,
si pugnalasse al cuore un proprio caro amico.
E
che cos'è il cane se non l'unico e vero
amico che sopporta di tutto per davvero?
L'unico che non giudica perchè sa solo amare.
Sarebbe una lezione da non dimenticare!
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| Mar |
Jan |
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Una
Domenica d'estate, sei li' sull'autostrada
legato ad un traliccio, lo sguardo un po' smarrito
la gente che passa accanto ti chiedi dove vada
mentre impaziente aspetti chi non hai mai tradito
le
voce gli tremava quando ti ha
detto:"Andiamo!"
e tu gli hai ubbidito eppure sembrava strano
lente le ore passano e il cielo si fa cupo
pensi "Stara' tornando, è questione di un
momento!"
E se invece stesse male? Mio Dio gli serve aiuto,
strappando questa catena lo salveresti in tempo
sino
all'ultimo istante lo pensi con amore
sei un cane, forse bastardo, ma non un traditore
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Stavo in braccio al padrone nel mese di novembre,
ero sotto l'albero, con tante luci, nel mese di dicembre.
Gennaio e febbraio ero con la palla a giocare
Marzo e aprile fuori con padrone a passeggiare
La notte dormivo fuori, sotto il bastone ho imparato a tacere.
Avevo giusto una ciotola per mangiare e una per bere.
Ero a guardia della casa e lasciato sempre solo,
lo facevo con orgoglio, per questo mi consolo.
Non ricordo quando ho avuto l'ultima carezza,
non so se data con affetto, io provavo un'ebrezza.
Quel bastardo ha maledetto il giorno che son nato.
In agosto sul'autostrada mi ha abbandonato. |
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